ANOPLOPHORA CHINENSIS

Si tratta di un coleottero cerambicide di origine asiatica ritrovato per la prima volta in Italia proprio nel territorio lombardo.  È assolutamente privo di pericoli per l’uomo ma, a causa del potente apparato trituratore degli adulti e soprattutto dell’azione prolungata delle larve, danneggia molte piante caducifoglie quali aceri, ippocastani, betulle, noccioli, faggi, platani, querce, cespugli di cotoneaster e siepi di lauroceraso.

foto riprese da internet

 

La Decisione della Commissione 2010/380/UE del 07/07/2010 che modifica la decisione 2008/840/CE, impone nuovi obblighi e restrizioni soprattutto riguardo le importazioni di piante sensibili in relazione al paese produttore. L’importazione dalla Cina, di specie vegetali soggette ad Anoplophora Chinensis, può essere fatta solo se tali specie provengono da zone in cui non è mai stata riscontrata la presenza di questo parassita o da zone che, a seguito di controlli fatti negli due anni dal Servizio fitosanitario cinese, risultano indenni da detto organismo. I suddetti luoghi sono riportati su un registro redatto dall’organismo nazionale cinese, in possesso della Commissione Europea. Su internet la Commissione mette a disposizione del pubblico il registro e i relativi aggiornamenti.

 

E’ vietata l’importazione dalla CINA nell’Unione Europea fino al 30 aprile 2012 di piante di Acer spp.

 

Importazione da paesi Terzi eccetto la Cina:

-L’importazione delle specie vegetali soggette ad Anoplophora C. da paesi dove tale organismo è presente può essere fatta seguendo le condizioni dell’allegato I, sezione I lettera A punti 1 e 2.

 

Le specie sensibili ad Anoplophora Chinensis sono elencate nella Decisione della Commissione 2008/840/CE , art 1 comma a. e sono le piante destinate all’impianto, diverse dalle sementi, di seguito elencate: Acer spp., Aesculus hippocastanum, Alnus spp., Betula spp., Carpinus spp., Citrus spp., Corylus spp., Cotoneaster spp., Fagus spp., Lagerstroemia spp., Malus spp., Platanus spp., Populus spp., Prunus spp., Pyrus spp., Salix spp., e Ulmus spp.

Scarica la decisione
Decisione Commissione 380-2010 Anoplopho
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NOME SCIENTIFICO. Anoplophora chinensis Thomson Insecta -Coleoptera - Cerambyicidae

RICONOSCIMENTO. Gli adulti si riconoscono facilmente per le notevoli dimensioni (25 mm per il maschio, 35 mm per la femmina) e per il caratteristico colore nero a macchie bianche. Sono provvisti di lunghe antenne a bande bianco-nere e dotati di buona capacità di volo. Le larve, apode, sono di colore bianco crema e misurano 45-55 mm di lunghezza.

CICLO BIOLOGICO. Gli insetti adulti si possono vedere da giugno a settembre; in questo periodo è possibile individuare sulle piante anche i danni provocati ai germogli di cui si nutrono. Le femmine sono più sedentarie mentre i maschi possono compiere spostamenti di discreta entità. Dopo l’accoppiamento, contrariamente al maschio che muore dopo pochi giorni, la femmina vive a lungo per completare l’ovodeposizione, da agosto a settembre. Per fare ciò, pratica alcune incisioni nella parte bassa del tronco o su grossi rami e vi depone ogni volta 1 uovo (per un totale di circa settanta uova) che si sviluppa nel corso della primavera successiva. La larva è di grandi dimensioni e penetra nella pianta nutrendosi della parte legnosa. In ottobre entra in diapausa (una specie di letargo) sino alla primavera successiva quando la larva compie la metamorfosi e, dopo alcune settimane, all’inizio dell’estate, l’adulto fuoriesce dalla parte bassa del tronco o da radici affioranti. Il foro di uscita (vedi foto sopra) è di notevoli dimensioni (15-20 mm) ed è un sintomo facilmente rilevabile.

DIFESA. Considerata la notevole dannosità del fitofago è opportuno adottare provvedimenti di lotta anche con limitati livelli di infestazione, onde prevenirne l’ulteriore diffusione. Attualmente, oltre all’eliminazione degli adulti che si rinvengono in estate, l’unico metodo di lotta efficace e praticabile è la distruzione delle piante, delle ceppaie e delle radici che manifestano sintomi della presenza delle larve e/o degli adulti.

Le gallerie che vengono scavate nel legno dalle larve possono compromettere la stabilità delle piante con rischio di schianti improvvisi.

 

Notizie riprese dal sito del Comune di Bustogarolfo (MI)

 

LOTTA OBBLIGATORIA – D.M. 9 NOVEMBRE 2007

La lotta contro Anoplophora chinensis è obbligatoria su tutto il territorio della Repubblica italiana al fine di contrastarne l'introduzione e la diffusione.

È fatto obbligo a chiunque rilevi la presenza di insetti adulti o di piante con sintomi di attacco da parte di Anoplophora chinensis di segnalarlo al Servizio Fitosanitario di competenza (A.R.P.A.T.)

 

Al fine di eradicare e contenere Anoplophora chinensis sono previste le seguenti misure fitosanitarie:

Per la ZONA INFESTATA:

a) il monitoraggio di tutte le piante sensibili;

b) l'abbattimento di tutte le piante attaccate dall'insetto;

c) l'abbattimento di tutte le piante sensibili presenti nel raggio di almeno venti metri dalla pianta infestata;

d) la distruzione del legname e della ramaglia di risulta e delle ceppaie secondo le modalità prescritte dalle strutture regionali;

e) il divieto di messa a dimora, a scopo ornamentale, delle piante appartenenti alle seguenti specie: Acer spp., Platanus spp., Betula spp., Carpinus spp., Fagus spp., Corylus spp., Lagerstroemia spp. Malus spp., Pyrus spp., Citrus spp.;

f) il divieto di commercio e di trasporto al di fuori della zona infestata delle piante sensibili senza specifica autorizzazione dalle strutture regionali individuate per le finalità di cui al decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 214, competente;

g) il divieto di trasportare il legname e la ramaglia di risulta non cippati al di fuori della zona infestata;

Per la ZONA INSEDIAMENTO:

a) l'adozione di appropriate misure di contenimento dell'insetto come definite dalle strutture regionali;

b) il divieto di commercio e di trasporto al di fuori della zona insediamento delle piante sensibili senza

specifica autorizzazione della struttura regionale competente per territorio;

c) il divieto di trasportare il legname e la ramaglia di risulta non cippati al di fuori della zona insediamento;

Per la ZONA CUSCINETTO:

a) monitoraggio delle piante sensibili presenti;

b) alle piante riscontrate infestate si applicano le misure previste nella zona infestata.

Disposizioni per le aziende vivaistiche

Le aziende vivaistiche che coltivano o commercializzano piante sensibili all'interno della zona infestata,

della zona insediamento e della zona cuscinetto sono oggetto di specifici controlli da parte della struttura

regionale competente per territorio ed hanno l'obbligo di:

a) tenere un elenco aggiornato delle piante sensibili presenti in azienda e relativa mappa;

b) eseguire sulle piante sensibili trattamenti insetticidi secondo le indicazioni fornite dalla struttura

regionale competente per territorio.

 

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